Parliamo oggi di un argomento che riguarda la stragrande maggioranza degli adolescenti, ma che poi può colpire a tutte l’età: l’acne. Oggi sappiamo che anche lo stile di vita può influenzare la comparsa dei brufoli, così antiestetici che a volte creano veri e propri disagi psichici. Per parlare di questo argomento ho intervistato una grande esperta: la prof.ssa Pucci Romano, dermatologa, presidente di Skineco e autrice del libro Un’Amica per la pelle (Giunti).

 

I fattori scatenanti

“L’acne – spiega l’esperta – è una patologia considerata a carattere multifattoriale: stress, disturbi ormonali (disordini della tiroide per esempio), uso di farmaci, fumo, errori nella scelta dei cosmetici, cattiva esposizione solare sono i fattori più incriminati. Ma anche un’alimentazione scorretta può concorrere nella comparsa degli antiestetici brufoli. Anche la predisposizione familiare incide: chi ha genitori che hanno sofferto di acne è bene che si allerti: si nasce predisposti geneticamente ad avere la pelle grassa o secca. Le ghiandole sebacee sono inattive fino alla pubertà. Poi, quando inizia l’attività ormonale, iniziamo a produrre sebo. La pubertà è un momento ad alto rischio per la comparsa dell’acne, ma questo può sorprenderci anche in altri periodi della vita. Stress, dispiaceri, sconfitte, un lutto, una separazione, ma anche disturbi ormonali possono farlo scatenare di nuovo…”.

 

Il ruolo dell’alimentazione

“La dieta non influenza la malattia. O meglio, non come finora si è considerato. Mesi o addirittura anni senza una fettina di salame o di un dolcetto sono solo fonte di frustrazione! È innegabile, però, che seguire un regime di alimentazione sano ed equilibrato non può che far bene alla salute di una persona e quindi alla sua pelle. Se stiamo bene dentro, questo benessere si riflette sulla cute. Nuovi studi hanno dimostrato che con meccanismi complessi possono favorire l’insorgenza dell’acne. E sicuramente in questo gioca un ruolo importantissimo il benessere del nostro intestino, il nostro secondo cervello, che ha molte similitudini con la cute, come l’origine epiteliale. Una buona flora intestinale aiuterà ad avere una pelle migliore!”

 

Cosa portare in tavola

“Cereali integrali, frutta e verdura di stagione, piccole quantità di latticini freschi, in particolare lo yogurt o con i latti o yogurt vegetali derivati della soia sono tutti alimenti ideali. Ma anche legumi, olio extra vergine di oliva sono ingredienti che favoriscono l’equilibrio dell’ecosistema intestinale. Una flora batterica sana ha una profonda azione regolatrice benefica sul sistema immunitario della mucosa intestinale che diventa meno reattiva. Nell’acne spesso è presente uno squilibrio del microbiota sia cutaneo sia intestinale. Il kiwi per esempio, secondo una ricerca americana, grazie al suo contenuto di vitamina C, incrementa l’idratazione della pelle. Inoltre, specie se maturo migliora le funzioni intestinali e aiuta a mantenere in equilibrio il microbiota intestinale”.

 

Che cosa evitare?

“L’allerta è data su due categorie alimentari, il latte scremato: la componente grassa eliminata non compensa il contenuto proteico e quindi agisce proprio da fattore di crescita. Stesso meccanismo è legato agli alimenti che aumentano l’indice glicemico: le farine raffinate, gli zuccheri semplici. Un aumento di insulina favorisce produzione di androgeni e quindi anche l’acne”.

 

Di acne si guarisce?

“Sì sempre, ma non si può dire esattamente in quanto tempo. Sono importanti queste attenzioni: detersione, controllo dell’infiammazione, accudimento cosmetico. La pulizia troppo aggressiva non va bene: si ottiene l’effetto contrario! Detersione deve essere delicata con emulsioni a base di olio in acqua, tensioattivi vegetali, latti o acque micellari. Sì al sapone se è a base di grassi vegetali, come si faceva una volta. Utili anche i panni in microfibra da abbinare al detergente, da usare come una normale spugnetta: in questo modo si rimuovono le cellule morte superficiali grazie a un leggerissimo scrub che libera i pori. Infine è utile una terapia mirata, in base alla persona: si possono associare prodotti cosmetici affini alla pelle, con qualità normalizzanti e magari addizionati di antiossidanti ad azione infiammatoria (come la vitamina E, la PP, il resveratrolo…)”.